Finta banca
via SMS e WhatsApp
Arriva un SMS della Sua banca, nella stessa conversazione in cui riceve i soliti codici: «operazione sospetta, chiami o acceda qui». Pochi minuti dopo La chiama «l'ufficio sicurezza» dal numero vero della banca. Niente di tutto questo è la banca. Il nome del mittente e il numero che vede sullo schermo si possono falsificare. La regola che chiude la partita: la banca non Le chiede mai codici, password né di spostare denaro su un «conto sicuro». Riattacca e chiama Lei il numero sul retro della carta.
Di Ismael Vázquez, fondatore e tecnico · Pubblicato il 6 ottobre 2026
La banca non chiede codici. Mai
Tre frasi che valgono per l'SMS, la chiamata e WhatsApp. Il resto è capire perché l'inganno funziona così bene.
L'SMS arriva nella solita conversazione, proprio sotto l'ultimo codice che Le ha mandato la banca: «È stato rilevato un accesso da un altro dispositivo. Se non è stato Lei, verifichi qui». Poco dopo squilla il telefono e sullo schermo compare il numero vero della Sua banca. Una voce calma dell'«ufficio sicurezza» Le spiega che qualcuno sta cercando di prelevare denaro dal Suo conto e che serve il Suo aiuto per fermarlo.
La banca non Le chiede mai un codice, una password né di spostare denaro su un «conto sicuro». Se chiama la banca, riattacchi e chiami Lei il numero sul retro della carta o quello dell'app. I link degli SMS non si toccano, anche se arrivano nella solita conversazione.
Come si costruisce la truffa, passo dopo passo
Nessun pezzo è sofisticato. Messi insieme, disarmano chiunque.
L'SMS si infila nella conversazione della banca
Il nome del mittente di un SMS è un testo scritto da chi lo invia, e nessuno verifica che gli appartenga. Il telefono raggruppa per quel nome, quindi il messaggio falso finisce nella stessa conversazione degli avvisi veri.
La chiamata della «sicurezza» dal numero vero
Anche il numero che vede quando riceve una chiamata si può falsificare. Prima il messaggio, poi la chiamata: l'uno sembra confermare l'altra.
L'operazione sospetta da «annullare»
Le dicono che c'è un bonifico o un addebito in corso. Per annullarlo Le chiedono il codice che sta per arrivarLe. Quel codice non annulla nulla: autorizza l'operazione che hanno avviato loro.
Il «conto sicuro»
Se il codice non basta, passano alla fase successiva: spostare il saldo su un conto di custodia «finché non si risolve». Il bonifico lo fa Lei, con le Sue credenziali. Quel conto è loro.
Lo stesso, su WhatsApp
Un altro canale, lo stesso copione. Si riconosce da ciò che chiede, non da come appare.
Numero nuovo, logo della banca
Chiunque può mettere il logo e il nome di una banca su un profilo WhatsApp. Un numero che non aveva in rubrica e che dice di essere la Sua banca è un buon motivo per non rispondere lì.
Le chiedono foto o dati
Foto della carta fronte e retro, del documento d'identità o un «selfie di verifica». Con questo si aprono conti e si attivano carte su altri telefoni.
E tutto di fretta
«Il Suo conto verrà bloccato entro un'ora». La fretta serve a impedirLe l'unica cosa che smonta l'inganno: riattaccare e chiamare Lei.
Tre regole, senza eccezioni
Non serve saperne di informatica. Serve ricordarsele al momento giusto.
I codici non si dettano
Né alla banca, né all'operatore telefonico, né a nessuno che La chiami. Legga l'SMS per intero: di solito dice quale operazione autorizza quel codice. Se non l'ha avviata Lei, non c'è alcun motivo per condividerlo.
Riattacca e chiama Lei
Al numero stampato sul retro della carta o a quello che compare nell'app della banca. Mai a quello che Le dettano, né a quello indicato nel messaggio.
I link degli SMS non si toccano
Se vuole verificare qualcosa, apra l'app della banca o digiti Lei l'indirizzo nel browser.
Prima la banca, il resto dopo
L'ordine conta. Dal momento dell'operazione, ogni minuto è prezioso.
Chiami subito la Sua banca
Al numero della carta o dell'app. Spieghi che cosa ha autorizzato e quando, chieda di bloccare carte e accessi e di provare a fermare il bonifico.
Cambi le password da un dispositivo affidabile
Home banking e posta, soprattutto se ha inserito dati in una pagina raggiunta da un link.
Denunci e chieda orientamento
Policía Nacional, Guardia Civil o Mossos d'Esquadra, con gli SMS, le chat e il registro delle chiamate. Non cancelli nulla. Il 017 dell'INCIBE offre orientamento gratuito.
Se chiama la banca, riattacchi e chiami Lei
Questa truffa non si batte con l'occhio attento, ma con un'abitudine.
Che l'SMS sia nella conversazione della banca e che la chiamata arrivi dal suo numero non prova nulla. A tradire la truffa è ciò che Le chiedono: un codice, una password, toccare un link o spostare denaro. Nessuna di queste cose la chiede la Sua banca al telefono o via messaggio.
È lo stesso schema della falsa chiamata dell'assistenza tecnica e della fattura falsa via email: il contatto lo avvia Lei, da un canale che aveva già. Se teme che un telefono o un computer sia rimasto esposto, o vuole che qualcuno verifichi come sono protetti i dispositivi e la posta, la nostra assistenza informatica se ne occupa. Il denaro, sempre, prima con la banca.
Le domande più frequenti
Perché l'SMS falso compare accanto ai messaggi veri della banca?+
Perché il telefono raggruppa gli SMS in base al nome del mittente, e quel nome non viene verificato. Quando una banca Le invia un messaggio, sullo schermo non vede un numero di telefono ma un testo, il nome della banca. Quel testo lo scrive chi invia il messaggio, e il sistema degli SMS non controlla che abbia il diritto di usarlo. Così chi si spaccia per la Sua banca scrive esattamente lo stesso nome, e il Suo telefono, che non ha modo di distinguerli, inserisce il messaggio nella stessa conversazione dei codici veri che riceve da anni. È questo che disarma quasi tutti: la conversazione è autentica, lo storico è autentico e l'ultimo messaggio sembra uno dei tanti. Per questo il punto in cui compare un SMS non dimostra nulla. Conta quello che Le chiede: se La rimanda a un link, a un numero di telefono o a fare qualcosa in fretta, non è la banca.
La chiamata arrivava dal numero della banca. Non basta?+
No. Anche il numero che compare sullo schermo quando qualcuno La chiama si può falsificare, con strumenti che non richiedono alcuna competenza particolare. Vedere il numero del servizio clienti della Sua banca, perfino con il nome salvato in rubrica, significa solo che qualcuno ha scelto di mostrare quel numero, non che la chiamata parta dalla banca. È il secondo pezzo della stessa truffa: prima l'SMS nella solita conversazione, poi una chiamata dal solito numero, e le due cose insieme sembrano confermarsi a vicenda. Non è così, perché si falsificano allo stesso modo. Non serve nemmeno chiedere «come faccio a sapere che è della banca?», perché hanno la risposta pronta, a volte con i Suoi dati reali. L'unica cosa che funziona è interrompere quel canale: riattacchi e chiami Lei il numero stampato sul retro della carta o quello che trova nell'app della banca. Se era vero, glielo confermeranno lì.
Che cos'è il «conto sicuro» e perché non esiste mai?+
È la parte finale del copione, quella che trasforma l'inganno in denaro perso. Le dicono che il conto è compromesso, che qualcuno sta cercando di svuotarlo e che, per proteggerlo, bisogna spostare il saldo su un conto «sicuro», «ponte» o «di custodia» finché la situazione non si risolve. A volte Le danno un IBAN, a volte La guidano a fare un bonifico istantaneo dalla Sua stessa app, a volte Le chiedono di prelevare contanti. Quel conto è di chi La sta chiamando. Nessuna banca protegge il Suo denaro chiedendoLe di toglierlo Lei dal conto: se rileva davvero un problema, blocca operazioni o carte dall'interno, senza che Lei sposti nulla. Il bonifico lo fa Lei, con le Sue credenziali, dal Suo telefono, ed è proprio questo che cercano, perché così l'operazione risulta autorizzata dal titolare. La regola è assoluta: se qualcuno Le chiede di spostare denaro per proteggerlo, è una truffa, senza eccezioni.
A cosa serve il codice che mi arriva via SMS?+
Quel codice è la Sua firma. La banca lo invia perché Lei confermi un'operazione precisa: un pagamento, un bonifico, una modifica dei dati o l'attivazione della carta su un altro telefono per pagare con quello. Chi La chiama ha già avviato quell'operazione dalla sua parte, con dati che Le ha sottratto prima o che ha ottenuto su una pagina falsa, e gli manca solo il codice che è appena arrivato a Lei. Per questo glielo chiede con una scusa: «per annullare l'addebito sospetto», «per verificare che sia Lei», «per bloccare il bonifico». Legga prima di tutto il testo completo dell'SMS: spesso dice esattamente che cosa sta autorizzando e aggiunge di non comunicarlo a nessuno, nemmeno alla banca. Nessun dipendente della Sua banca ha bisogno che Lei gli detti un codice per annullare qualcosa. Se qualcuno glielo chiede al telefono, su WhatsApp o in qualsiasi altro modo, riattacchi. Dettarlo equivale a firmare l'operazione.
Mi scrivono su WhatsApp con il logo della banca. Può essere vero?+
Lo consideri falso. Mettere il logo di una banca nella foto profilo di WhatsApp e il suo nome nel profilo è alla portata di chiunque: basta un numero di cellulare nuovo. Il messaggio di solito segue lo stesso copione dell'SMS, con un'operazione sospetta, un blocco imminente o una verifica in sospeso, e Le propone di continuare la conversazione lì, inviare una foto della carta o del documento d'identità, toccare un link o ricevere una chiamata. Che il profilo sembri ufficiale non significa nulla: dice molto, invece, che la Sua banca Le scriva da un numero sconosciuto per chiederLe dati in fretta. Se la Sua banca usa un canale di messaggistica, lo troverà spiegato nella sua app o nel suo sito ufficiale, a cui arriva digitando Lei l'indirizzo. Nel dubbio, non risponda in quella chat: apra l'app della banca o chiami il numero sul retro della carta e chieda se quel problema esiste davvero.
Ho già dato il codice o fatto il bonifico. Cosa faccio?+
Chiami subito la Sua banca, al numero sul retro della carta o a quello dell'app, mai a quello che Le hanno dato durante la chiamata. Spieghi di essere stato vittima di una truffa per sostituzione di identità, quale operazione ha autorizzato e quando, e chieda di bloccare carte e accessi e di provare a fermare o recuperare il bonifico. Non c'è garanzia di recuperarlo, ma prima chiama, più possibilità ci sono. Poi, da un dispositivo affidabile, cambi la password dell'home banking e quella della posta se l'ha comunicata o l'ha digitata su una pagina falsa. Conservi gli SMS, i messaggi WhatsApp e il registro delle chiamate: non cancelli nulla, perché sono la prova. Con questo materiale sporga denuncia alla Policía Nacional, alla Guardia Civil o ai Mossos d'Esquadra. Il 017 dell'INCIBE offre orientamento gratuito sui passi da seguire. Se ha anche installato un'app che Le avevano chiesto, quel telefono va controllato prima di tornare a usarlo per la banca.
Gli operatori telefonici non bloccano questi messaggi?+
Alcuni sì. Esistono norme che obbligano gli operatori a filtrare una parte delle chiamate e degli SMS che falsificano numeri o mittenti, e le banche stesse avvisano sempre più spesso di queste truffe. Ma non conti sul fatto che il filtro fermi tutto: gli attaccanti cambiano metodo non appena uno smette di funzionare, usano numeri nazionali reali, passano a WhatsApp o combinano più canali. Un filtro riduce quanti messaggi arrivano, ma non cambia quello che deve fare con quello che arriva comunque. Inoltre la truffa non dipende dalla tecnologia ma dalla conversazione: il passo decisivo lo fa sempre Lei, dettando un codice, toccando un link o facendo un bonifico. Per questo le regole sono le stesse di anni fa e continuano a funzionare: la banca non chiede codici, password né di spostare denaro; Lei riattacca e chiama il numero che aveva già; i link degli SMS non si toccano.
Come lo spiego ai miei genitori o ai dipendenti?+
Con tre frasi brevi, scritte su un foglio accanto al telefono o sul frigorifero, perché nel momento della chiamata nessuno ricorda un lungo discorso. Prima: «la banca non chiede mai codici, password né di spostare denaro». Seconda: «se chiama la banca, riattacco e chiamo io il numero della carta». Terza: «i link degli SMS non si toccano». Spieghi anche perché il messaggio comparirà nella solita conversazione e la chiamata arriverà dal solito numero, perché è proprio questo che fa vacillare anche le persone prudenti. E tolga di mezzo la vergogna: dica che preferisce dieci telefonate per chiedere se qualcosa è normale piuttosto che un bonifico verso un conto sconosciuto. In azienda vale lo stesso per chi gestisce i pagamenti e per chi ha il cellulare aziendale: nessuno autorizza operazioni a seguito di una chiamata ricevuta, e al minimo dubbio si chiede prima di fare qualsiasi cosa.
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