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Quanti nodi
di wifi mesh?

Quasi nessuno ne ha bisogno quanti pensa. In un appartamento normale di solito ne bastano due; in una casa su tre piani, tre. A decidere non sono i metri quadrati ma quanti muri spessi e quanti piani ci sono tra il router e il punto in cui il segnale non arriva.

Di , fondatore e tecnico · Pubblicato il 26 luglio 2026

L'errore di partenza

Non sono i metri quadrati a decidere

È il primo numero che ci danno al telefono ed è quasi il meno utile.

Un appartamento open space di 90 m² si copre con meno punti di un appartamento di 65 m² con un corridoio lungo e tre stanze chiuse. E una casa su due piani di costruzione vecchia può richiederne più di una villetta più grande costruita con materiali leggeri.

A indebolire il segnale non è la distanza: sono gli ostacoli e di cosa sono fatti. Un tramezzo in cartongesso disturba appena. Un muro portante in mattone pieno, un solaio in calcestruzzo, un armadio a muro che occupa un'intera parete o un ascensore sono un'altra storia. E due sorprendono per quanto ostacolano: gli specchi grandi e il riscaldamento a pavimento con rete metallica.

Quindi la domanda giusta non è «quanti metri ho» ma: quanti ostacoli seri ci sono tra il router e il punto in cui il wifi non arriva?

Il metodo

Come capire quanti gliene servono

Dieci minuti e il cellulare. Senza comprare ancora nulla.

01

Segni dove il segnale manca oggi

Percorra la casa o il locale usando davvero il wifi —una videochiamata, un video— e annoti i punti in cui si interrompe o va lento. Non guardi le tacche di copertura: mentono. Conta se funziona ciò che vuole fare.

02

Conti gli ostacoli fino a ogni punto

Dal router a ciascun punto segnato, conti muri spessi e piani. Regola pratica: un muro portante o un solaio causano una perdita molto maggiore di tre tramezzi leggeri. Se gli ostacoli seri sono due o più, lì serve un aiuto.

03

Cerchi il punto intermedio

Il nodo non va dove il segnale manca: va a metà strada, dove arriva ancora bene. È l'errore più ripetuto in assoluto. Un nodo collocato nella zona morta riceve male e distribuisce peggio.

04

Verifichi se può passare un cavo

Controlli se c'è un tubo, una canalina o una presa di rete vicino a quel punto intermedio. Se c'è, cambia tutto in meglio: il nodo smette di consumare wifi per parlare con il router e tutta la banda resta per i Suoi dispositivi.

05

Sommi e stia stretto

Un nodo per ogni zona che il precedente non risolve. E poi ne tolga uno e provi: capita spesso che con due ben posizionati il terzo sia di troppo.

Ordini di grandezza

Con cosa si risolve di solito

Ciò che vediamo negli impianti reali, contando il router come punto numero uno. Non è una raccomandazione rigida: conta la Sua planimetria.

AmbientePunti abitualiDove va di solito il secondo
Appartamento fino a 90 m², open space1–2All'estremità opposta al router, a mezza altezza
Appartamento con corridoio e muri portanti2–3Nel corridoio, non dentro una stanza
Casa su due piani2–3Uno per piano, allineati in verticale
Casa su tre piani o con cantina3–4Piano intermedio, più la cantina a parte
Con giardino o piscina da coprire+1Punto esterno dedicato, non uno interno «puntato» verso fuori
Piccolo locale commerciale2Uno nella zona clienti e uno nel retrobottega
Capannone o officinaIl mesh non è adattoAccess point professionali cablati con PoE
Posizionamento

Cinque regole che valgono più di un nodo in più

La maggior parte degli impianti che controlliamo migliora solo spostando ciò che è già installato.

01

A mezza altezza, non a terra

Il segnale si distribuisce meglio da un mobile all'altezza del petto che dal battiscopa. Un nodo a terra perde buona parte della sua portata utile.

02

In vista, non nascosto

Dentro un mobile chiuso, dietro il televisore o in un cassetto: sono i posti in cui la gente li mette per estetica e in cui funzionano peggio. Il metallo e gli schermi sono vicini particolarmente scomodi.

03

Lontano dal quadro elettrico e dalla caldaia

E dal microonde. Condividono lo spazio radio o generano disturbi elettrici, e il risultato sono interruzioni apparentemente casuali.

04

Allineati, non in diagonale

Tra un piano e l'altro, collocare i nodi più o meno sulla stessa verticale fa sì che attraversino un solaio e non un solaio più due muri in diagonale.

05

E spenga il wifi del router dell'operatore se lo sostituisce

Se installa un mesh e lascia accesa anche la rete del router con un altro nome, i dispositivi restano agganciati alla peggiore delle due. È una delle cause più frequenti di «ho il mesh e va male come prima».

Quando il mesh non è la risposta

Tre casi in cui spenderebbe male i Suoi soldi

Vale la pena escluderli prima di comprare, perché in tutti e tre il mesh non risolve nulla.

Quando il problema è la linea, non la distribuzione. Se la connessione non funziona nemmeno con il cavo collegato direttamente al router, nessun wifi può salvarla. Prima di comprare nodi, verifichi come va via cavo: se anche lì va male, la questione è nella linea o nel router, ed è il momento di valutare quale linea Le conviene.

Quando ci sono molti dispositivi contemporaneamente. Un locale con venti cellulari di clienti, un POS e alcune telecamere non ha un problema di copertura ma di capacità simultanea. Si risolve con access point professionali e separando le reti, non aggiungendo nodi domestici.

Quando si può cablare ciò che conta. Il televisore, la console, il computer fisso, il NAS e le telecamere: tutto ciò che non si sposta conviene collegarlo via cavo. Ogni dispositivo tolto dal wifi lascia più spazio libero a quelli che ne hanno davvero bisogno, e questo a volte rende superfluo il nodo in più.

Se preferisce non andare a tentativi: misuriamo la copertura reale nella Sua casa o nel Suo locale, Le diciamo quanti punti servono e dove, e se conviene cablarne qualcuno. Il sopralluogo è gratuito e molte volte la conclusione è che basta riposizionare ciò che ha già.

Dubbi frequenti

Le domande più frequenti

Quanti nodi servono per un appartamento?+

Di solito due: il router dove si trova già e un nodo all'estremità con la copertura peggiore. Se l'appartamento è lungo e stretto, con un corridoio lungo e due o tre muri portanti in mattone pieno in mezzo, può servirne un terzo per coprire la parte finale del corridoio o una stanza isolata. Normalmente un appartamento fino a 90 metri quadrati senza tramezzi si risolve con uno o due, e solo quello con corridoio e muri spessi arriva a tre. L'errore opposto è più frequente di quanto sembri: installare tre o quattro nodi perché l'appartamento sembra grande sulla planimetria, quando in realtà mancavano due nodi ben posizionati. Più di tre nodi in un'abitazione normale significano quasi sempre che sono collocati male, in competizione per lo stesso spazio radio invece di distribuire la copertura. Prima di aggiungere un nodo conviene verificare che il secondo sia a mezza altezza e a metà strada, non nascosto in un mobile.

E per una casa su più piani?+

Uno per piano come punto di partenza, contando il piano in cui si trova il router: in una casa su tre piani, tre nodi, allineati sulla stessa verticale in modo che attraversino un solaio e non un solaio più due muri in diagonale. Se c'è una cantina o un garage separato dal resto della casa, lo conti a parte e non come un piano in più, perché il solaio che lo separa attenua molto più di un tramezzo interno e richiede un proprio punto. Se vuole coprire anche il giardino o la piscina, serve un ulteriore punto specifico per l'esterno, non un nodo interno orientato verso fuori, che distribuisce male e lascia l'interno servito peggio. Nelle case su tre piani o con cantina non è raro arrivare a quattro nodi, ma conviene partire dal minimo e aggiungere solo dove il segnale cade davvero, non per ogni stanza che sulla planimetria risulta lontana dal router.

Un sistema mesh è la stessa cosa di un ripetitore?+

No. Un ripetitore classico capta il segnale del router e lo ritrasmette con un altro nome di rete, quindi il dispositivo non cambia punto da solo: bisogna disconnettersi a mano e in più si perde buona parte della velocità a ogni passaggio. Un sistema mesh mantiene un unico nome di rete su tutti i nodi ed è la rete stessa a decidere di volta in volta a quale punto collegarLa in base a dove si sposta, senza che l'utente noti il cambio. Per una sola zona con poca copertura, un ripetitore può bastare e costa meno. Ma appena ci sono più punti da coprire, o persone che si spostano per casa con il cellulare o il portatile, il mesh evita il problema tipico del ripetitore: restare agganciati al nodo lontano e lento perché il dispositivo non cambia rete da solo. È la differenza tra una rete che decide e una rete che deve gestire Lei a mano ogni volta.

È meglio collegare i nodi via cavo?+

Decisamente sì. Quando il nodo comunica con il router via cavo anziché via etere, smette di consumare parte della sua capacità wifi per parlare con sé stesso, e tutta la banda disponibile su quel nodo resta libera per i Suoi dispositivi. Via wifi, ogni passaggio tra nodi toglie velocità; con due o tre nodi in cascata via etere, l'ultimo può ritrovarsi parecchio al di sotto di ciò che arriva al primo. Per questo, ogni volta che c'è un tubo, una canalina o una presa di rete vicino al punto in cui va il secondo nodo, lo consigliamo senza esitazione, anche se comporta la posa di un tratto di cavo in più. Non serve cablare tutti i nodi: basta che il più lontano, o quello più carico, abbia quel collegamento di ritorno al router. In una ristrutturazione o in una nuova costruzione è il momento di prevedere quel cablaggio, perché aggiungerlo dopo significa tracce nei muri o canaline a vista.

Perché il mio wifi va male anche se ho la fibra da 1 Gb?+

Perché l'operatore è responsabile solo fino al router: da lì in poi l'impianto è affar Suo, e una fibra da 1 Gb con un wifi distribuito male risulta lenta esattamente come una linea scadente. Il collo di bottiglia non è quasi mai la linea sottoscritta, ma quanti ostacoli ci sono tra il router e il punto in cui usa il cellulare o il portatile, e se il nodo che dovrebbe coprire quella zona è posizionato bene. Verificarlo è facile: colleghi un portatile via cavo direttamente al router e misuri la velocità; se lì arrivano i mega sottoscritti, il problema non è l'operatore, è la distribuzione in casa. Sottoscrivere più velocità in quel caso non cambia nulla, perché il limite non è quanto entra nel router ma quanto ne esce ben distribuito. Prima di passare a una tariffa superiore, vale la pena rivedere la posizione dei nodi.

Dove NON va messo un nodo?+

A terra, perché da lì il segnale si distribuisce peggio che da un mobile a mezza altezza. Dentro un mobile chiuso, dietro il televisore o in un cassetto, perché il metallo e lo schermo bloccano buona parte del segnale e sono posti che si scelgono per estetica, non per copertura. Attaccato alla caldaia o al quadro elettrico, perché generano disturbi elettrici che provocano interruzioni apparentemente casuali e difficili da diagnosticare. E mai nel punto esatto in cui non c'è copertura: è l'errore più ripetuto in assoluto. Il nodo non va dove il segnale manca, va a metà strada, nel punto in cui il segnale del nodo precedente arriva ancora bene, perché un nodo collocato nella zona morta riceve male e quindi distribuisce peggio di quanto faccia il router da solo. Se è indeciso tra due posizioni, scelga sempre quella più libera e in vista, anche se esteticamente piace meno.

Aggiungere nodi migliora sempre?+

No. Superato il punto giusto, i nodi iniziano a ostacolarsi a vicenda: competono per lo stesso spazio radio, i segnali si sovrappongono e, invece di aggiungere copertura, la rete perde efficienza decidendo continuamente a quale nodo collegare ogni dispositivo. Capita spesso che un impianto migliori togliendo un nodo di troppo e riposizionando bene gli altri due, anziché aggiungendone un quarto. Succede soprattutto quando i nodi sono stati acquistati tutti insieme senza misurare prima dove la copertura falliva davvero, e sono stati distribuiti a intuito o per stanza invece che in base agli ostacoli reali. La regola pratica è aggiungere un nodo per ogni zona che il precedente non risolve, e poi provare senza l'ultimo: se la copertura non peggiora, era di troppo. Comprare in eccesso non costa solo denaro, complica anche la rete e può peggiorare il risultato che si voleva migliorare.

Il mesh va bene per un capannone o un locale grande?+

Per un locale piccolo sì: con due nodi, uno nella zona clienti e l'altro nel retrobottega, di solito basta, proprio come in un'abitazione. Per un capannone o un'officina grande, normalmente non è lo strumento adatto, perché il mesh domestico è pensato per un numero limitato di dispositivi collegati contemporaneamente e per spazi suddivisi in stanze, non per capannoni open space con macchinari metallici che interferiscono con il segnale. Lì servono access point professionali cablati con PoE, che ricevono alimentazione e dati dallo stesso cavo di rete, reggono molti più dispositivi simultanei di un nodo mesh domestico e consentono di controllare e regolare la copertura per zone in modo indipendente. Facilitano anche la separazione tra rete dell'ufficio, rete di produzione e rete ospiti, cosa che un sistema mesh consumer non è pensato per gestire in modo affidabile in un ambiente con molto traffico.

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