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Blog · Recupero dati

Il disco fa rumore:
lo spenga subito

Se il disco ticchetta, cigola o parte e si ferma, il passo successivo non è un programma di recupero né «provare ancora una volta». È spegnerlo. Ogni accensione di una testina che già tocca il piatto graffia proprio dove si trovano i dati. Ciò che si è fatto prima di portarlo conta più del modello.

Di , fondatore e tecnico · Pubblicato il 26 agosto 2026

L'unica istruzione che conta

Lo spenga. Non lo riaccenda

Il resto di questo articolo spiega perché. Il primo paragrafo è già l'azione da compiere.

Un disco meccanico conserva i dati su piatti che girano e su testine che si muovono a pochi micron dalla superficie. Quando sente un ticchettio ritmico, un cigolio o un avvio che si interrompe, una di quelle testine non vola più: sbatte. Ogni nuovo giro graffia un po' di più. I settori in cui c'erano le foto, la contabilità o il progetto diventano una traccia illeggibile.

Per questo l'istruzione non ha sfumature. Lo spenga. Non «lo copi subito». Non «provi quel programma». Non «un ultimo tentativo per vedere se parte». Il disco fermo non si rovina ulteriormente. Il disco acceso, in queste condizioni, sì.

Se il computer è ancora acceso perché il sistema si trova sullo stesso disco, spenga tutto il computer. Non lo metta in sospensione. Non chiuda il coperchio del portatile andandosene: quello non è spegnere.

Cosa sta sentendo

Tre rumori, tre interpretazioni

Non serve essere tecnici. Serve non confondere la ventola con il piatto.

Cosa senteDi solito èCosa fare
Ticchettio ritmico, colpo secco che si ripeteTestine che sbattono contro il fermo o il piattoSpegnere subito. Non riprovare
Cigolio, sfregamento, «come un disco graffiato»Testina che tocca la superficieSpegnere subito. Ogni secondo conta
Gira per qualche secondo e taceMotore o testine che non riescono a posizionarsiSpegnere. Non dargli «un'altra possibilità»
Ronzio leggero e costante, di sempreDisco sano al lavoroNon è il caso di questo articolo
Bip o clic del computer, non del discoCase, ventola, altoparlante della schedaAltra diagnosi; il disco può essere a posto
Cosa non fare

Quattro tentazioni che peggiorano il caso

Nessuna nasce da cattive intenzioni. Tutte e quattro vengono dal voler salvare i dati subito.

01

«Ancora una volta, vediamo se parte»

È quella che vediamo di più. Il disco ha ticchettato, si è spento e qualcuno lo ha riacceso ogni giorno di quella settimana. Ogni ciclo è un nuovo graffio. Il caso che lunedì era recuperabile, venerdì a volte non lo è più.

02

Copiare «l'importante» finché si vede ancora

Se il rumore c'è già, quella copia è l'avvio che manca per perderlo. Se il disco viene montato e non fa ancora il rumore strano, copi ora su un altro supporto e poi spenga: è l'unico scenario in cui copiare ha senso. Appena compare il clic, basta.

03

Software gratuito, congelatore, colpi

Tutti e tre circolano come trucchi. Il software tiene il disco acceso per ore e spesso ci scrive sopra. Il congelatore fa entrare acqua. Il colpo finisce le testine. Nella guida ai prezzi risulta il fattore che incide di più sulla prognosi, ed è l'unico che controlla Lei.

04

Aprirlo in casa «per vedere»

L'interno di un disco non tollera la polvere di una stanza. Un piatto con un granello non si legge più. Se bisogna aprirlo, lo si fa in ambiente controllato, non sul tavolo della sala da pranzo.

Dopo averlo spento

I tre passi giusti

Nessuno accende il disco. Tutti e tre stanno in una telefonata.

Chiami e descriva il rumore

Cinque minuti. Clic, cigolio o avvio interrotto: con questo si capisce già se si tratta di un guasto meccanico. Non facciamo pagare quella conversazione, e Le evita l'errore successivo.

Porti il disco, non tutto il computer se può

Se è un disco interno e sa come estrarlo, meglio il disco. Altrimenti porti il computer spento. Un NAS: il disco (o i dischi) fuori dal case, se si possono estrarre senza forzare.

Prima la diagnosi, e il prezzo prima di iniziare

Costa da 40 a 60 € e viene scalata se accetta il preventivo. Lo esaminiamo, Le diciamo se bisogna aprirlo, che probabilità ci sono e quanto costerebbe. Decide Lei. Se le probabilità sono basse, glielo diciamo invece di farLe pagare un tentativo alla cieca.

Il consiglio

Fermo, e poi ne parliamo

Non c'è una seconda istruzione più importante della prima.

Se il disco ticchetta, cigola o non riesce ad avviarsi: lo spenga e non lo accenda. Tutto il resto —copia, programma, trucco trovato su internet— può aspettare. Nulla di tutto ciò recupera un piatto graffiato, e quasi tutto lo peggiora.

Se il rumore è appena iniziato e il disco fino a un momento fa veniva ancora montato, il margine è breve: non si metta a copiare «per un po'». Spenga e chiami. Se i dati sono sostituibili —programmi di installazione, film, download— non serve recuperare nulla; un disco nuovo conviene di più. Se non lo sono, la diagnosi è il passo successivo, non un ultimo tentativo.

E quando sarà passato, la conversazione successiva è un'altra: NAS o cloud, perché il prossimo disco che si guasta non si porti via l'unica copia che aveva. Quello non è urgente. Questo sì.

Se il computer non si avvia proprio e non sa se dipende dal disco, segua la diagnosi per sintomo di un PC che non si accende.

Dubbi frequenti

Le domande più frequenti

Qual è il rumore preoccupante?+

Il ticchettio ritmico, un colpo secco che si ripete a intervalli regolari, il cigolio o lo sfregamento che suona «come un disco graffiato», e il disco che gira per qualche secondo e poi tace senza riuscire ad avviarsi del tutto. Questi tre sono la meccanica interna che cede: testine che sbattono contro il fermo o contro la superficie, oppure un motore che non riesce a posizionarsi. Non è «la ventola», né il bip del case, né un clic isolato dell'altoparlante della scheda madre all'accensione del computer: questi rumori provengono da altri componenti e non riguardano il disco. Non rientra qui nemmeno il ronzio leggero e costante che fa un disco meccanico sano mentre lavora, che è normale e non cambia nel tempo. La differenza pratica è che il rumore preoccupante di solito è nuovo, ripetitivo e peggiora nel giro di ore o giorni. Se ha dubbi su quale sia quale, spenga il computer e descriva il suono al telefono prima di continuare a usarlo.

Posso copiare i file se il disco si vede ancora?+

Dipende dal momento esatto in cui si trova. Se il disco fa già il rumore strano, clic, cigolio o avvio interrotto, la risposta è no: accenderlo «ancora un po'» per recuperare le foto è esattamente l'avvio in più che graffia ulteriormente il piatto, e può trasformare un caso recuperabile in uno che non lo è più. Se il rumore è nuovo e il disco, nel momento in cui se ne accorge, viene ancora montato normalmente, il margine che ha è di minuti, non di un pomeriggio intero a copiare cartella per cartella: copi subito l'essenziale su un altro supporto e lo spenga appena ha finito, senza lasciarlo acceso «per sicurezza». Appena compare il rumore durante la copia, si fermi lì e spenga. La regola generale, se ha qualsiasi dubbio sul fatto che il disco sia già danneggiato meccanicamente, è non rischiare: spegnerlo e chiamare costa meno che perdere ciò che resta graffiando il piatto ancora una volta.

Serve metterlo nel congelatore?+

No, ed è uno dei due trucchi che peggiorano più casi. L'idea diffusa è che il freddo contragga le parti metalliche e sblocchi qualcosa che si era inceppato all'interno, ma ciò che ottiene davvero è far entrare umidità: quando si toglie il disco dal congelatore e lo si accende, la condensa formatasi all'interno entra in contatto con l'elettronica e con i piatti, aggiungendo un danno elettrico o di superficie a un disco che era già compromesso meccanicamente. Non esiste un modo «sicuro» di farlo, né con sacchetti ermetici né con tempi precisi: il problema è il cambio di temperatura in sé e la condensa che genera, non un dettaglio di esecuzione del trucco. L'altro trucco che circola con la stessa cattiva fama è dare colpi al disco per «sbloccare» le testine, che in pratica di solito finisce di rompere ciò che ancora funzionava in parte. Nessuno dei due sostituisce lo spegnerlo e portarlo così com'è.

E se uso un programma di recupero gratuito?+

Peggio, non meglio. Questi programmi hanno bisogno che il disco resti acceso e in rotazione per ore per scansionarlo tutto alla ricerca di file recuperabili, e quel tempo di funzionamento continuo è proprio ciò che va evitato quando il guasto è meccanico: ogni minuto in cui il disco gira con una testina che tocca la superficie è superficie nuova che si graffia. Inoltre, molti di questi programmi salvano indici temporanei o gli stessi file che trovano sullo stesso disco che stanno scansionando, il che può sovrascrivere dati ancora intatti. La combinazione delle due cose, disco acceso per molte ore di fila più scrittura sul disco stesso, è tra le peggiori possibili per un disco con sintomi meccanici, ed è frequente che trasformi un caso inizialmente recuperabile in uno che non lo è più. Questi programmi hanno senso su un disco sano con una semplice cancellazione, mai su un disco che fa rumori.

Anche un SSD fa questi rumori?+

No, ed è un modo semplice per capire se il problema è meccanico o di altro tipo. Un SSD non ha piatti che girano né testine che si muovono su una superficie: conserva i dati in memoria flash, senza alcuna parte mobile all'interno, quindi fisicamente non può produrre un clic, un cigolio o il suono di un motore che cerca di avviarsi. Se sente uno di questi rumori, proviene necessariamente da un disco meccanico: quello del computer stesso, quello di un NAS, o un disco USB esterno da 2,5 pollici che contiene un disco meccanico invece di memoria flash. Quando un SSD si guasta, lo fa in altro modo, senza avvisare con un suono: non viene più rilevato, passa in modalità di sola lettura, oppure i file iniziano a corrompersi senza motivo apparente. Quindi, se il Suo computer fa rumore e non sa se il disco interno è meccanico o SSD, quel rumore Le sta già dando la risposta.

Posso sostituire l'elettronica e basta?+

A volte il guasto riguarda solo la scheda elettronica fissata all'esterno del disco, e in quel caso sostituirla con una compatibile può risolvere senza toccare nulla all'interno. Il problema è che distinguere dall'esterno se il guasto è solo elettronico o se c'è anche qualcosa di rotto nelle testine o nel motore non è affidabile in base ai sintomi che si sentono: un clic può derivare dalla scheda che non alimenta correttamente il motore, oppure da una testina che sbatte sul piatto, e per chi non li ha visti dall'interno centinaia di volte suonano simili. Cambiare la scheda alla cieca, senza conoscere la causa reale, può non risolvere nulla o addirittura danneggiare di più il disco se il problema non era quello. E aprire il disco in casa «per dare un'occhiata» ha un costo a parte: l'interno non tollera la polvere di una stanza normale, e un piatto con un granello non si legge più bene, un danno che poi non si può annullare.

Se lo spengo, i dati restano?+

Sì. Spegnere il disco non cancella né modifica nulla di ciò che è registrato sui piatti: i dati restano esattamente dove erano, nello stesso stato, finché il disco è fermo. Ciò che invece può continuare a cancellare o danneggiare i dati è accendere un disco con la meccanica già compromessa, perché ogni avvio comporta che i piatti riprendano a girare e le testine cerchino di nuovo di posizionarsi su di essi, e se una testina tocca già la superficie, ogni giro aggiunge un nuovo graffio su settori che prima potevano essere intatti. Per questo il disco fermo è, letteralmente, l'unico stato in cui il danno non avanza: non migliora da solo, ma nemmeno peggiora finché resta spento. Questo vale sia che il disco sia spento da un'ora sia da diverse settimane: il tempo trascorso da fermo, entro limiti ragionevoli, non cambia la diagnosi né le probabilità che aveva al momento dello spegnimento.

Quanto costa recuperarlo?+

Dipende dal fatto che si debba aprire il disco o meno, che è la differenza tra un guasto logico e uno fisico, e da quanto il disco è stato manipolato prima di portarlo: accenderlo più volte dopo che ha iniziato a fare rumore, o avergli fatto girare un programma di recupero mentre era già guasto, di solito rende il caso più costoso e complicato più di quasi ogni altro fattore. Contano anche la presenza di più dischi coinvolti, come in un RAID o in un NAS, e il fatto che i dati siano cifrati. Nessuno di questi fattori si può valutare al telefono né dalla descrizione del rumore, quindi non diamo prezzi definitivi senza aver prima visto il disco: la diagnosi costa da 40 a 60 €, viene scalata se accetta il preventivo, e il prezzo si comunica prima di toccare qualsiasi cosa, non dopo. Nel frattempo, l'unica cosa che può controllare Lei è non continuare ad accenderlo, perché è proprio ciò che incide di più sulla prognosi e sul costo finale.

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